Crisi d'impresa e debiti aziendali

    Risposta rapida

    L'imprenditore in difficoltà dispone di strumenti graduati per intensità: la composizione negoziata (artt. 12-25 CCII), riservata e stragiudiziale, con l'esperto indipendente e le misure protettive; il concordato preventivo, in continuità o liquidatorio, che vincola i creditori dopo il voto e l'omologazione; la liquidazione giudiziale quando l'insolvenza è irreversibile. La scelta dipende da quanto presto si interviene.

    La differenza fra un'impresa che si salva e una che chiude non sta quasi mai nell'entità del debito: sta nel momento in cui l'imprenditore si muove. Il Codice della Crisi è costruito su questa idea — più la difficoltà viene intercettata presto, più gli strumenti disponibili sono leggeri, riservati e reversibili. L'art. 2086 del codice civile ha reso l'adozione di assetti adeguati a rilevare la crisi un obbligo dell'organo amministrativo, non una buona pratica.

    Queste guide coprono il percorso completo: dai segnali di allarme e dai debiti verso fornitori, che sono quasi sempre i primi a manifestarsi, fino alle procedure concorsuali vere e proprie, con il trattamento del debito fiscale e contributivo che spesso ne rappresenta la parte più pesante.

    Le guide di questa sezione (4)

    Concordato preventivo: la procedura per le imprese in crisi nel nuovo Codice della Crisi

    Concordato preventivo: la procedura per le imprese in crisi nel nuovo Codice della Crisi

    Il concordato preventivo è la procedura con cui l'imprenditore in stato di crisi o insolvenza propone ai creditori un piano di ristrutturazione alternativo alla liquidazione giudiziale, disciplinata dal Codice della Crisi (D.lgs. 14/2019). Può essere in continuità aziendale, quando l'attività prosegue, oppure liquidatorio. Il piano è attestato da un professionista indipendente, votato dai creditori suddivisi in classi e omologato dal tribunale.

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    Liquidazione giudiziale (ex fallimento): cosa cambia con il Codice della Crisi

    Liquidazione giudiziale (ex fallimento): cosa cambia con il Codice della Crisi

    La liquidazione giudiziale è la procedura che dal 2022 ha sostituito il fallimento, disciplinata dal Codice della Crisi (D.lgs. 14/2019). Si apre con sentenza del tribunale nei confronti dell'imprenditore commerciale insolvente che supera le soglie di legge, comporta lo spossessamento del patrimonio e la nomina di un curatore. L'imprenditore persona fisica può ottenere l'esdebitazione dai debiti residui.

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    Composizione negoziata della crisi d'impresa: guida completa allo strumento del CCII

    Composizione negoziata della crisi d'impresa: guida completa allo strumento del CCII

    La composizione negoziata della crisi (artt. 12-25 CCII) è un percorso volontario, riservato e stragiudiziale con cui l'imprenditore in difficoltà chiede la nomina di un esperto indipendente tramite la piattaforma telematica nazionale. L'esperto agevola le trattative con creditori, banche e fisco. L'imprenditore conserva la gestione dell'impresa e può chiedere al tribunale misure protettive che bloccano le azioni esecutive.

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    Debiti commerciali con fornitori: gestire la difficoltà e tutelare l'attività

    Debiti commerciali con fornitori: gestire la difficoltà e tutelare l'attività

    I debiti verso fornitori si trasformano rapidamente in decreti ingiuntivi provvisoriamente esecutivi e blocco delle forniture. L'imprenditore può negoziare piani di rientro e transazioni stragiudiziali, opporsi al decreto entro 40 giorni quando la pretesa è contestabile e, se la difficoltà è strutturale, accedere alla composizione negoziata o al concordato preventivo, che sospendono le azioni esecutive.

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    Domande frequenti

    Qual è la differenza fra composizione negoziata e concordato preventivo?

    La composizione negoziata è volontaria, riservata e stragiudiziale: l'imprenditore mantiene la gestione e un esperto indipendente facilita le trattative. Il concordato preventivo è una procedura concorsuale pubblica, con voto dei creditori e omologazione del tribunale, che vincola anche i dissenzienti. La prima si usa prima dell'insolvenza conclamata, il secondo quando serve un effetto vincolante su tutti i creditori.

    Si possono trattare i debiti fiscali e contributivi dell'impresa?

    Sì. La transazione fiscale consente di proporre il pagamento parziale o dilazionato di tributi e contributi all'interno degli strumenti di regolazione della crisi. Fuori da questi strumenti restano la rateizzazione dei carichi a ruolo e, quando aperte, le definizioni agevolate.

    L'imprenditore risponde con il patrimonio personale?

    Dipende dalla forma giuridica e dalle garanzie prestate. Nelle società di capitali la responsabilità è in linea di principio limitata, ma fideiussioni personali a favore di banche e fornitori spostano l'esposizione sul patrimonio dell'amministratore o del socio: è il punto da verificare per primo.

    La tua situazione è in questa sezione?

    Le guide hanno carattere informativo. Per capire quale strumento si applica al tuo caso serve l'esame dei documenti: la prima valutazione è gratuita e riservata.